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giovedì 24 settembre 2015

SI FA PRESTO A DIRE SHOPPING

Parlare della Milano Fashion Week durante la Milano Fashion Week è così mainstream che ormai non lo fa più nessuno, apparte IoDonna e MarieClaire. E vivaddio, perché se c'è un periodo dell'anno in cui sentirti la grande esclusa, è proprio questo: niente party. Niente sfilate. Manco un pulcioso fotografo di street style che ti si fila (ehy Scott Schuman, dico a te se mi leggi!). Per fortuna che ieri sera hanno passato KungFu Panda alla tv, sennò sai la noia.
Pertanto non proferiremo verbo sulla questione - tranne che per dire che la Chiaretta Ferragni per il momento sta azzeccando tutti i look, alla faccia di chi le vuole male - ma parleremo piuttosto di altro,  argomenti caldi che necessitano una più approfondita dissertazione, ad esempio:
che alternativa trovare a questa riga in mezzo che ha stufato e che ho scoperto dopo due anni che mi sta male perché ho la fronte bassa?
è forse giunta l'ora di prendere in considerazione una seconda sfilza di sedute per la depilazione laser e disboscare definitivamente le gambe?
cosa regalarmi per celebrare i trent'anni che si avvicinano? 

Ma anche: perché è così difficile fare lo shopping per i bambini?

Stasera andiamo a cena a casa dell'ultimo nato dell'ormai nutrita schiera di nipotini e nipotine acquisiti: un bel batuffolino cicciottoso col naso a patata che si chiama come la più ganza della Tartarughe Ninja. C'è di che festeggiare, e festa significa regalo, sennò si sarebbe chiamata pizzata e pace all'anima. Inoltre, il galateo non scritto dei bambini vuole che non ci si dimentichi che il festeggiato in questione ha sorelline/fratellini più grandi, oltretutto reduci da forte shock emotivo, che necessitano pertanto di un premio di consolazione. Per espletare questi miei doveri morali, oggi sono andata in missione baby shopping. Trattasi di una di quelle attività, insieme ai matrimoni, per cui generalmente mi si attribuisce uno stratificato know-how, per il semplice fatto che mi ritrovo spesso ad averci a che fare. Errore. Così come ai matrimoni non so mai cosa mettermi né quali sono le frasi di augurio adatte da sussurrare all'orecchio della sposa, lo shopping per bambini mi catapulta in una realtà parallela in cui le misure vengono espresse in centimetri e i giochi hanno sempre parti piccole che potrebbero essere ingerite o aspirate (crisidansia: ma perché ce le devono mettere, queste parti, non possono creare giochi da un unico blocco di plastica?).
Certo, qualche nozione di base ce l'ho. Ad esempio so che, mentre la PeppaPig divide genitori e bambini (e io sto coi genitori, perché questa storia delle famiglie monorazziali deve proprio finire), mentre invece Masha e l'Orso mette d'accordo un po' tutti (tranne Il Pelliccia, che familiarizza con l'Orso e ci sta male). Ma al di là di questo, brancolo nella nebbia per terreni sconosciuti.

Trovandomi già per caso in zona Duomo per via dei miei illeciti traffici su Depop (devo farci un post, in effetti...), ho optato per la mecca degli undercinquenni, ovvero il Disney Store: dove, se non lì, puoi sperare di cavartela con i regali per un bambino? Eppure, anche lì, i livelli di difficoltà non sono mica così semplici:

- livello di difficoltà n.1: decifrare le taglie. Da Disney sono già un passo avanti, oltre la presunta lunghezza dell'infante, ti indicano direttamente sulla gruccetta la corrispondenza in mesi, a partire dal newborn (delle cosette piccine picciò che ciao) fino a boh, i dodici anni credo, evitandoti l'imbarazzo di girare col metro Ikea in tasca per prendere le misure ai figli delle tue amiche. Solo che io, dopo aver collezionato decine di mamme che, riferendosi al proprio pargolo, declamano: "Questo piccolino è nato l'altro ieri epperò gli devo già mettere le tutine dei sei mesi" non mi fido. Inoltre le taglie vengono espresse in multipli di tre: 0-3 mesi oppure 3-6? Aiuto, ma la via di mezzo? Come crescono sti bambini, alla SuperMario quando mangia i funghetti? Il logaritmo diventa più complicato in quanto si ha a che fare con creature che si allungano alla velocità della luce, perciò c'è sempre il dubbio: glielo prendo giusto giusto che se lo mette adesso, oppure sto abbondante sui 3-6 mesi che mi levo dall'impiccio? E se sto abbondante, fammi calcolare in che mese saremo da qui a 3-6, mica che gli compro il piumino che gli va bene ad Agosto e lo mando in infradito ad aprire i regali sotto l'albero.

- livello di difficoltà n.2 : con cosa giocano i bambini? Se c'è una cosa pacifica, è che le cose che andavano di brutto quando ero piccola io, cioè le Barbie, il Mio MiniPony e il Banco Scuola, non tirano più come una volta. Che poi mi chiedo con quale entusiasmo a me e alla Sgnappa piacesse giocare con il Banco Scuola, vista la costellazione di innumerevoli banchi che ci avrebbe aspettato distribuita uniformemente per i futuri vent'anni della nostra vita. Eppure ci giocavamo di brutto: io, in quanto Sorella Maggiore, avevo il diritto insindacabile di coprire il ruolo della maestra, schiavizzando la Sgnappa a fare finti compiti che se non finiva, lavativa, la spedivano diretta a scontare la punizione. Ora che ci penso, forse mi ci divertivo solo io.
Comunque, per il benessere di tutte le sorelle e i fratelli minori costretti a subire angherie e nonnismo, questi sono giochi che non vanno più di moda: al Disney Store ho visto set di personaggi sconosciuti in plastilina, giochi radiocomandati e peluche di principesse ciccione. Ma che è sta moda delle principesse ciccione? Ok che la Barbie era forse un pelino troppo figa, ma non siamo un po' giovani per questo bagno di crudo realismo? 

- livello di difficoltà n. 3: come evitare un regalo da perdente. Che poi in ogni caso il vero problema è: ok ma quali sono le principesse fighe e quali quelle sfigate? Per esempio, da piccola mai e poi mai avrei voluto che mi regalassero una Biancaneve (orrore! Una principessa coi capelli corti!) o quella cessa di Pocahontas che finiva sola e mesta, mentre ovviamente avrei gioiosamente gradito le fighe di Belle e di Aurora che si sparavano il ballo finale con un vestito degno del Mio Grosso Grasso Matrimonio Gipsy! Ci sono sempre i personaggi di serie B, e tendenzialmente li riconosci perché  gli scaffali a loro dedicati sono sempre i più pieni. Però sarebbe carino se il personale, adeguatamente istruito, ti desse suggerimenti pratici del tipo: "La bambina ha otto anni? Naaaaa Violetta è superata ormai, adesso va di moda Descendants che, tu non lo sapevi, me è tipo l'Once Upon A Time dei prepuberi, e guarda, questo è il personaggio figo e tal'altro lo sfigato..." e così via, guidandoti in un a scelta più consapevole.
Non potendo usufruire di questo illuminato servizio, ho dovuto fare da me e ho scelto:
per lui, una tutina di Topolino non troppo azzurra (che mi fa sempre tristezza) e senza quei piedini e manine incorporati (che mi fanno sempre camicia di forza), un po' abbondante, con le maniche lunghe e in felpa, per il prossimo Dicembre dovremmo esserci. E due bavaglini abbinati che secondo me di quelli le mamme non ne hanno mai troppi.
per lei, mi sarebbe piaciuto buttarmi su qualcosa di Inside Out che mi piace troppo, ma a parte il dubbio (e se non l'ha ancora visto? Se non le piace?), tutte le bambole di Gioia erano finite (ma dai?) e io non volevo comprare né Tristezza né Disgusto (e Rabbia mi fa un po' paura) e soprattutto, non c'erano altri giochi se non penne e gomme colorate. E astucci. Ma io dico. Alla faccia del Banco Scuola! Così alla fine mi sono buttata su quell'ancora di salvezza che è Frozen, perché Olaf piace sempre a tutti a prescindere da età, sesso e religione. Mentre facevo la fila per la cassa però mi è caduto l'occhio su certe cover per l'IPhone, e ripensandoci devo dire che per soli quindici euro e novanta, anche se è rimasto solo Rabbia...


giovedì 5 marzo 2015

IL PAPPAGALLO

Quando si cambia casa ci si aspetta un periodo di transizione: un periodo in cui vorresti metterti quel paio di scarpe ma non le trovi, fai il primo bucato e ti rendi conto di non aver traslocato lo stendibiancheria, cerchi interruttori su pareti lisce e armeggi con mazzi di chiavi eterogenei e sconosciuti.

Poi, lentamente, la vita torna ad avere dimensioni familiari, rimodelli le tue abitudini ai tuoi nuovi spazi, curi a suon di Oki il mal di schiena da scatoloni e, stremata ma in pace, ti raggomitoli sul tuo nuovo (o vecchio, ma dopo un trasloco tutto sembra comunque un pochino nuovo) divano, col computer in grembo, pronta a tradurre la tua avventura in un post.

E' proprio in quel momento che la verità più orribile di tutte si palesa alla tua coscienza: improvvisamente, ti rendi conto di non avere una connessione.

Non avere il wifi è un po' come non avere all'improvviso la mano destra: istintivamente, hai l'impulso di fare determinate cose, azioni che sono talmente abitudinarie e radicate che nemmeno ti rendi conto di voler fare, finché non allunghi il moncherino e realizzi che ti manca qualcosa, il pollice opponibile per prendere il bicchiere, o la connessione wifi per andare su Bloglovin.

Lo shock è stato incredibile, tanto più che inaspettato. Sì ragazzi, inaspettato. Io credevo, ero intimamente convinta, che il wifi fosse qualcosa di biodisponibile nell'aria, come l'ossigeno. Nessuno si aspetta di dover stipulare nuovi contratti per respirare ossigeno quando si cambia casa, e così io davo per scontato il wifi. E invece. 

Insomma, ci stiamo lavorando. Il Pelliccia ci sta lavorando, a dire il vero. E io non ho potuto documentarvi in diretta il triste abbandono di Via dei Matti numero Zero e la grande migrazione quattro vie più in là, al qual riguardo commento solo con la viva speranza di non dover ripetere per i prossimi venticinque anni almeno perché, ragazzi, una roba degna dell'Ironman, giuro. Ma più lunga.

Comunque. Ormai siamo ufficialmente stabiliti, anche se manca la targhetta al citofono e un paio di cosette minori, tipo le tende e il mio specchio da selfie

Il feeling è bello: adoro la mia nuova casa con i pavimenti in bolla, la rimessa per le bici, una finestra in bagno gigante, il portoncino che per aprirlo non c'è da prenderlo a spallate, due portinai amichevoli e dei misteriosi dirimpettai con la porta d'ingresso tappezzata di fiori e farfalle, che secondo me sono pet-friendly, e sto già meditando di farci presto amicizia per sganciargli la Nina quando ce ne andremo in ferie (se ci sarà concesso di andare in ferie, cosa purtroppo non esattamente scontata quest'anno).

Per l'inoppugnabile legge di Murphy, ci sono state delle perdite, messe in conto ma comunque strazianti: ho detto addio col cuore infranto al pistone del letto, che era tanto comodo e ora non si solleva più, al vaso verde che mi piaceva tanto, svariate tazzine e un ombretto glitter da zarra. Tutte cose che amavo. Rimane con noi invece, inossidabile, Il Pappagallo.

Che io non vi abbia mai raccontato del Pappagallo è una cosa veramente disdicevole.

Il Pappagallo è nato un numero inquantificabile di anni fa in uno di quei megastore di ceramiche da giardino che spuntano come funghi sul ciglio della statale. Per giorni, che poi sono diventati mesi e infine probabilmente lustri, il pappagallo è rimasto a prendere sole e pioggia in mezzo a cherubini e busti di donna mutilati, disperando: chi mai avrebbe voluto adottare un pappagallo in dimensioni naturali, incrostato con decorazioni di vetro perlescente?

Ma la vita, si sa, è come una scatola di cioccolatini, e due eventi, apparentemente del tutto scollegati, stavano per svoltare la triste vita del Pappagallo: una firma su un contratto d'affitto, e un inspiegabile gusto sadico maturato nell'animo di un insospettabile amico.

Fu così che il Pappagallo, prelevato dal megastore e impacchettato alla bell'e meglio, venne recapitato in Via dei Matti numero Zero e trovò asilo tra le braccia, perplesse ma ben disposte, nella neo-coppia pelliccica.

Dopo un attimo di smarrimento (e diversi progetti di vendetta), infatti, i Pellicci aprirono il loro cuore al nuovo arrivato e lo decretarono genio domestico, trovandogli comoda collocazione in una nicchia nel muro sopra la porta che pareva messa lì apposta.

Per i primi tempi, i Pellicci sembrarono sviluppare una certa affezione nei confronti del nuovo venuto, che mostravano con orgoglio ad ogni nuovo visitatore (giustificando la presenza di tale oggetto dal retrogusto kitsch con dovizia di particolari sulla storia dell'amico vendicativo). Poi però, come spesso succede, il tempo e l'abitudine presero il sopravvento, e i Pellicci finirono per dimenticare la presenza del pennuto spirito buono che vegliava su di loro dalla nicchia.

Per oltre tre anni Il Pappagallo, sotto il peso della polvere che via via si accumulava, fu muto testimone degli avvenimenti occorsi in Casa Pelliccia, senza mostrare segni di malcontento quando un pet in carne ed ossa venne adottato dalla famiglia, senza tradire nervosismo per il progressivo stato di abbandono in cui cominciava a versare.

Finché, in una casa pressoché demolita e quasi completamente sventrata, qualcuno all'improvviso si rinvenne: "Dobbiamo portar via il Pappagallo!" "Reggerà al trasloco?" "Speriamo di no".

E fu così che, in un borsone dell'Ikea, senza la protezione di pluriball né foglio di giornale alcuno, Il Pappagallo affrontò la traversata, in attesa di conoscere il suo nuovo destino.

Eccolo qui, temporaneamente allocato somewhere, nel limbo disperato delle cose che non si sa dove diavolo mettere, mentre fa compagnia al pistone del letto e alle istruzioni di montaggio di un portarotolo.



"Si è rotto?" "Macchè, ha la pelle dura il pennuto" "Dove lo mettiamo adesso?" "Beh, si merita un posto rispettabile, poverino. Cosa ne dici della libreria?" "No no, lui si merita di meglio. Montiamogli una mensola in cucina, tipo altarino" "Che sia visibile dall'ingresso, però" "Ovvio".

Bentornato a casa Pappagallo, avremo cura di te.





mercoledì 26 novembre 2014

WISHLIST NATALIZIA: CI STO PRENDENDO LA MANO

Ma che problema ha la gente che odia il Natale? Quale traumi infantili ha avuto? Forse vi hanno picchiato con del pandoro, da piccoli, oppure i vostri genitori vi costringevano a mangiare i canditi?

Io a d o r o il Natale. E' un periodo di giuoia immensa nonché di shopping folle, però giustificato dalla generosità di fare munifici regali, arriva la tredicesima, lurex e paillettes sono sdoganati anche di giorno, il rosso e il verde sono tra i miei colori prefe, in tv passano film anni 80 e si mangiano un sacco di biscotti allo zenzero.

In sovrappiù, si ricevono doni. Chi mai potrebbe odiare un periodo così redditizio? Secondo me, gli stessi che odiano i gatti e i telefoni di peluche. Brutte persone.

Quest'anno il mio sarà un Natale particolarmente gaudente perché

  1. ho finalmente preso le distanze dalla nevrosi da shopping pre-natalizio altrui, e quindi finalmente potrò dedicarmi alla nevrosi da shopping pre-natalizio mia e di nessun altro, con tutto il valium che sarà necessario.
  2. Ho già idee per la gran parte dei regali che devo fare, e sì sa che, nel Natale, chi ha l'idea buona a Novembre è già a metà dell'opera.
  3. Sono di buon umore. Cosa non scontata.
Non da ultimo, ho già una wishlist bella carica che mi fa pregustare l'alto godimento di apertura dei pacchetti a trenta giorni da oggi. E insomma, ce l'ha insegnato bene il Campari che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere. E meno male che ci siete voi, signori del Campari, a tirar fuori dalla tundra noi caproni, perché senza di voi non avrei mai googlato, e i miei occhi sarebbero rimasti per sempre poveri della vista della leggiadra pettinatura del signor Lessing in persona, che voglio dire, adesso me lo spiego bene da dove gli venissero fuori certe perle. 

Dicevamo, wish list. Sono diventate irrinunciabili, a quanto pare. Madre ha cominciato a chiedermi la wishlist di Natale appena dopo il compleanno, ed era Ottobre. Sono dei drogati. Ecco cosa succede a viziare la gente, non possono più fare senza wishlist, e allora eccola tutta per voi, minuziosamente dettagliata e corredata da simpatiche foto esplicative. Non potete sbagliare. avete trenta giorni a partire da... tre due uno... ora!

PER CHI SE LA SENTE MOLTO:
Cioè, per tutti voi che mi amate e che ora vi sentirete in colpa se non aprite quel vostro portafoglio gonfio per sganciarmi i regali che voglio. So di avere, ben nascosti tra di voi, simpatici amici benefattori, gente il cui reddito annuo doppia il mio e prende i 20 € passando dal via, perciò forza! E' ora di uscire allo scoperto e fare della Gianni una Gianni felice (e ben vestita, che poi sono la stessa cosa).

Il portafoglio nuovo. Il mio risale a cinque, e ripeto cinque anni fa. Direi che posso ritenermi in pieno diritto di desiderare un sostituto, nonostante il mio adorabile portafoglio di Coccinelle color carta da zucchero abbia fatto e continui a fare con onore il suo sporco lavoro, e un po' mi dispiace abbandonarlo sul ciglio dell'autostrada come un cencio vecchio. Ma tant'è, portafoglio mio, la vita va avanti e tu, povera creatura sei al capolinea: considerata la media giornaliera con cui il mio portafoglio si apre e si richiude (e ve lo garantisco, è alta) direi che ti meriti la tua medaglia al valore e poi la pensione. Ma non ti dimenticherò presto, stai sicuro, e infatti il prossimo cucciolo da adottare nella mia borsa sarà a tua immagine e somiglianza: vorrei che fosse in saffiano, come te, perché è l'unico pellame che non si autodistrugge nelle mie mani, e con la clip, come te, ma con l'apertura a soffietto e la tasca centrale per le monete chiusa con la zip (state prendendo appunti, voi là fuori?).
Così, a puro titolo esplicati vi metto questa simpatica immagine pescata dal sito di Prada, ma se proprio siete braccino vi dico che di surrogati più poracci ne potete trovare da Michael Kors (ma non mi piace il logo, quindi sobrio, per favore), da Cromia oppure ripetetevi con un Coccinelle, che mi accontento. I colori che mi piacciono sono il grigio, il blu (non troppo classico però), l'arancio, il verde e il taupe. Non avvicinatevi nemmeno al cassetto dei rossi ed evitate il rosa, per favore, che non ho più tredici anni.

Sottilissimo suggerimento velato a chi non sapesse proprio come impiegare questi 440 € che gli avanzano in tasca.
Prada
La stivalata da russa. L'anno scorso, in uno dei raptus distruttivi che ogni tanto mi prendono al momento del cambio dell'armadio, ho buttato tutti gli stivali che avevo. Tutti. Erano vecchi perdio. Perciò ora mi ritrovo a dover affrontare l'inverno in mocassini ed ankle boots. Aiutate una povera ragazza che presto avrà freddo.
Per qualche tempo, avevo accarezzato l'idea di un paio di stivali cuissardes effetto calza, magari scamosciati, ma non sono abbastanza fashion blogger norvegese per quelli. Perciò sarei quasi per virare saggiamente su un modello più aderente alla mia attuale filosofia di stile, ovvero lo stile zia Peppina, sempre però mantenendo fede alla mia tendenza sovietica che mi fa preferire dettagli zarri e lunghezze over the knee. Eccovi pronti i due suggerimenti del mio cuore:

La versione flat perché qui c'è ggente che lavora e ha bisogno di stare comoda.
Stuart Weitzman, qualcosa intorno ai 500, ma non mi ricrdo perché io non faccio caso a sottigliezze volgari come il prezzo (soprattutto se me lo regalano).


Più peppinesca, ed infatti migliore, la varianzte con tacco 5 cm e guai di più di Kurt Geiger. Senza farvi prendere dall'entusiasmo con le altezze, mi raccomando, che mi viene la sciatica.

Le slipon da americana in gita. Un vecchio amore, ma io non dimentico. Manteco. Ve ne avevo già parlato qui e adesso so che siamo fatte per stare insieme. Mi piacciono rosse e leopardate, ma potreste anche stupimi con il bluette, il 37 mi sta benissimo.
Alle brutte, sappiate che Mauro Leone ne fa di simili in marrone tinta unita.
Kurt Geiger, ora che ti ho trovato non ci lasceremo mai più.

La piastra per capelli afro. Scoprire la GHD per me è stata LA svolta. Costa un patrimonio, ma nessuna piastra potrà mai reggere il confronto. Io feci l'investimento all'età di ventiquattro anni e, me l'avessero detto prima, ste stronze, mi sarei risparmiata anni di rodimento di stomaco. Purtuttavia, anche le cose belle e buone invecchiano. La mia piastra ha l'età del portafoglio, c'è da rinnovarla. Chi si sentisse particolarmente ispirato, mi raccomando che non sbagli modello: quella che voglio è la GHD V Gold Max Styler. Max, capito?, non quelle piastrine sottili da fighette. Se poi siete veramente pro, vi avviso che hanno introdotto da poco delle piastre stroboscopiche che si chiamano Eclypse e hanno un prezzo che veramente mi viene da ridere, le quali pare siano dotate di cose strane tipo "tecnologia tri-zone", "sensori intelligenti" e non so che altro. Un po' mi intimoriscono, ma promettono magie sui capelli difficili, perciò, accomodatevi.

Ve lo ripeto, che sia MAX, se no al massimo mi ci liscio i peli delle braccia.
GHD

PER CHI SE LA SENTE, MA UN PO' DI MENO:
Può essere che non mi amiate abbastanza, ma pazienza, è Natale e si perdona tutto. Potete comunque farmi contenta pescando a scelta tra questi oggetti del desiderio recondito.

L'orologio minimal. Mi hanno aperto il negozio nuovo della Swatch di fianco, e subito ecco che arriva l'epifania: non ho un orologio nero! La sensata obiezione sarebbe: certo, Gianni, forse perché non porti più un orologio da quando sei diventata troppo grande per il Flick Flock. Beh, la vostra sensatezza non mi impedirà di cambiare idea. Siamo esseri in continua evoluzione, e io mi sento pronta per l'orologio. Mi piacciono quelli di Swatch neri e semplici, con la cassa grande (41 cm, così non sbagliate), non quelli da femminuccia con la cassa tondina piccolina. Potete scegliere tra uno di questi due modelli o farvi consigliare, tanto mi piacciono tutti.

 

Swatch, tutti e due. Sbizzarritevi. Basta che sia nero. E grande.

Il costume in neoprene. Perché arrivo sempre con un ritardo comico. L'estate scorsa era il pezzo forte di tutte le mie blogger del cuore, e io all'Argelati col mio sangallo della collezione 2013 by Calzedonia. C'era bisogno di arrivare a dicembre per fare il salto di qualità. Meglio tardi che mai, dicevano, sperando di essere ancora in tempo per l'estate prossima. Intanto, lo voglio. Per andarci alle terme. Li si acquista solo sul sito che prontamente vi linko proprio qui. Per le taglie è facile, small e small, sopra e sotto e andate col liscio. I modelli che mi piacciono più di tutti son questi:

 

Non sbagliate colore, non sbagliate modello, e nessuno si farà male.

Il guanto to be a real rock star. Com'è che non ho mai avuto dei guantini in pelle nera fingerless? E' strano, perché fanno parte di quel genere di cose che dovrei avere, secondo me. Cioè, uno mi incontra per strada, mi guarda e pensa: "Questa sicuro ha un paio di guantini fingerless in pelle nera". E invece no, signori! Vogliamo rimediare o cosa? Allora, non ho fatto approfondite ricerche nei negozi della zona a riguardo, anche perché considerata la temperatura media probabilmente più che muffole e ritrovati artici dubito si stia esponendo altro, ma presto sarà la primavera e allora su, datevi da fare, trovate quello che fa per me sotto i montoni di montone, seguendo ovviamente le rigide istruzioni che vi fornisco in seguito ad una serie di pinnate folli sull'argomento.
                                      

               
Pinterest a secchiate, tutto a caso ma insomma mi piacciono così.








E adesso, visto che sono magnanima, vi dico anche che se siete indigenti, mentalmente pigri o altre brutte malattie a caso, un libro è sempre una buona idea, ma anche una tessera da Sephora non mi verrebbe male.

Buono shopping a tutti!

giovedì 9 ottobre 2014

MI SENTO IN DIRITTO DI ESSERE PRETENZIOSA PERCHE' DOMANI E' IL MIO COMPLEANNO

Beh, scusate tanto se domani è il mio compleanno e per l'ultima volta compirò gli anni col due davanti. Ve lo dico mentre mi mangio il muffin più brutto del mondo che mi sono autocucinata da sola, sfidando le più elementari leggi della fisica, nel tentativo di sollevarmi lo spirito dal pesante fardello dei trenta-meno-uno:


Sì, è cotto. No, non è un flashmob, ma potrebbe, e no, non mi son ispirata agli orologi sciolti di Dalì. E' solo che le mie inabilità raggiungono vette meravigliose, delle volte. E' qui che si nasconde il vero genio ragazzi.

Comunque, questo è un post ruffiano con lo scopo di: uno, risvegliare le vostre torpide menti che poi domani non voglio sentire scuse sul fatto che vi siete dimenticati di farmi gli auguri. E due: è il mio compleanno ragazzi, facciamo una wish list!

Mettiamola così, negli ultimi paio d'anni ho abbandonato il romanticismo fanciullesco che mi faceva desiderare la sorpresa e mi sono data alla compilazione di ben più pratiche wishlists che hanno tolto da gravi imbarazzi parenti e fidanzato (per non parlare della sottoscritta, ben felice di mettere le sue zampacce su prede altrimenti destinate a rimanere ad ammuffire nelle vetrine tristi).

Naturalmente non ho di certo mollato il colpo quest'anno, perciò è con trepidazione che aspetto la cena di domani sera quando scarterò il mio nuovo feticcio, aka la macchina da cucire (leggo del panico nei vostri occhi o sbaglio?), mentre alcuni di voi hanno già avuto il piacere di ammirare le mie nuove scarpette da corsa sull'Istagram (grazie Pelliccio! <3).

Diciamo con con la ciccia sono a posto. Tuttavia, se ci fosse qualcuno tra voi con il desiderio di rendere grazie alla Gianni per la compagnia ed onorarla nel suo quasi-trentesimo compleanno (sto giocando d'anticipo, l'anno prossimo farà meno paura così) e non sapesse proprio quali tra i tanti pesci che ci sono al mondo pigliare, ecco qualche velato suggerimento che potrebbe aiutare voi e fare irrimediabilmente contenta lei.

1/ NON SI SCHERZA UN CAZZO, LA GIACCA ANTIVENTO.
Perché i veri duri non mollano mai, e adesso che ho perfino le scarpette magiche del Pelliccia, correre d'inverno non mi fa paura. Come tutte le migliori vittime dello shopping compulsivo sconsiderato, a metà luglio avevo già guantini, paraorecchi e maglietta termica in previsione della lunga stagione invernale, ma mi manca l'antivento. Eventualmente, in un colore inaffrontabile, perché se c'è una cosa bella dell'andare a correre è che puoi vestirti come un evidenziatore Stabilo senza farti ridere dietro dai polli.

Adidas-Nike-Asics

2/ CAN'T STOP THE MUSIC, GLI AURICOLARI DA RUNNER VERA, PERCHE' NON MI E' PRESA LA SCIMMIA, MA NEANCHE UN PO'.
Quelli che NON scivolano dalle orecchie, che io li ho comprati da Decathlon a ben 14, 99 € e non valgono un calzino fritto, me li perdo sempre. Ma quelli seri costano quanto un cucciolo di foca perciò regalatemeli please.

3/ UN CESTELLO DI COVER IN PAOLO SARPI.
Come al solito al passo coi tempi, mentre la gente si accoltellava in fila per l'Iphone 6, io ho comprato il 5 (usato, per il massimo della poracceria). Gaudio gioia e felicità immensa nel ritrovare un telefono che non sembra andare a manovella e che non mi costi il 30% di batteria per aprire le Mappe, ma il prezzo da pagare è stato l'addio alla mia collezione di cover imbarazzevoli:



Fate un'opera caritatevole e pensateci voi, prima che me ne occupi io e poi ci ritroviamo inondati di brillantini.

Infine ricordate che, se proprio siete a zero, un libro è sempre una buona idea, una trousse di Pupa o un gioiello della Breil sono sempre delle idee di merda!

Buon compleanno Gianni!

Volete un muffin?


venerdì 27 dicembre 2013

MERRY CHRISTMAS, FUNNY GIRLS!

Ed eccoci di nuovo qui, reduci da capponi, torroni, panettoni, e altre cose che finiscono in oni. Perché effettivamente a Natale sulle tavole del parentado non c'è niente di piccolo. Né di sano. Né di scondito. 

Io e il Pelliccia veniamo fuori da una quarantott'ore no stop di cibo, una maratona che l'Ironman è una barzelletta a confronto,  tant'è che ieri, verso la mezzanotte, quando abbiamo alzato i culi per tornare finalmente verso casa ho dovuto riavvitare le ginocchia anchilosate per rimettermi in piedi.

Comunque, non è della doppietta Natale-Santo Stefano che volevo raccontarvi, ma piuttosto dell'antefatto. Del pre-Natale. Perché lo sapete tutti che Natale inizia intorno al diciotto-diciannove dicembre, quando per fare il fondo si organizzano aperitivi, cene aziendalI, merende natalizie con gli amici, in cui si mangia roba che fa acidità, si beve il Grandi Auguri e ci si scambia boiate improponibili impacchettate in carta regalo con le stelline rosse e oro. 
Ora, naturalmente le Funny Girls non potevano certo rinunciare ad organizzare uno Special-Funny-Xmas-aperitivo degno di questo nome. E allo scambio di regali annesso.

Il geniaccio di Francielle ha avuto la trovatona del Natale 2013, che, si sa, è il Natale della crisi, perciò bisogna ottimizzare sul regalo. Quindi facciamo il giocone, e invece di pensare a ottoregaliotto, uno per Funny più me, si è deciso di estrarre un nome a testa di modo che ognuna avesse una sola Funny a cui dedicare i suoi sforzi regalecci.

 Oggi come oggi, vorrei aver twittato la mia opinione espressa in quel bigio giorno di novembre in cui le Funny presero la decisione, così adesso potrei postarvelo e dire che "io già lo dissi, che quest'idea era una cazzata". Ma tant'è, non sono stata tanto lungimirante, perciò.

In teoria, le coppie sorteggiate sarebbero dovute rimanere segrete. In pratica, dopo due giorni io e Yangwawa eravamo già in possesso di tale cifratissimo codice:


Perché non son Funny se non buscettano, e di solito i segreti non tirano sera.

Comunque, arriva il giorno, ed Effe non può presenziare all'aperitivo. Io già tristissima e in ansia di non ricevere il mio regalo. E invece Effe lascia detto. Meno male, penso io sollevata, ci penseranno le mie amiche Funny al mio regalo. E infatti.

Ora, chiudete gli occhi e immaginate: nell'emisfero destro, visualizzate La Gianni, cioè me medesima. Nell'emisfero sinistro, immaginate l'armadietto di Effe, su cui ci sono appoggiati due sacchetti: uno tutto nero; l'altro rosa. Di Camomilla. Secondo voi quale dei due pacchetti celerà il mio regalo?? Perfetto. Seconda domanda: secondo voi, chi è stata l'unica persona al tavolo a rimanere senza regalo?? Ecco, appunto.

Ma andiamo con ordine: tutte le Funny, con il mio sacchetto di Camomilla rosa (lo ripeto), si trovano al Bar Martini di Corso Venezia, perché loro sono scikk. Peccato che di solito scikk fa rima con digiuno e si ritrovano in sette (che nel frattempo a Poppy è venuta la febbre) a dividersi una ciotola di noccioline. E vabbè.

Si chiacchiera un po', si bevucchia qualche Negroni un po' appassito, condito dalle solite due noccioline e finalmente... evviva, arriva il momento regali! Ce li distribuiamo e siamo tutte felici.

Maya si prende il mio regalo...

... poi consegna il suo a Janet.

Janet passa il pacchetto a Francielle...

Blondie riceve in consegna il regalo di Poppy...

... e porge il suo a Yangwawa...

... che a sua volta fa felice Bettie.

 Io non ci sto dentro. Non vedo l'ora di aprire il mio regalo. Che è il più grosso, tra l'altro! Che bello! Cosa ci sarà mai dentro? Le mie amiche mi dicono: "Gianni, aprilo prima tu, aprilo prima tu!" e io, tronfia come un tacchino il giorno del Ringraziamento, apro il mio pacchetto e ne viene fuori...

...
...
...

Un dispenser d'acqua di Hallo Kitty. Enorme. Lì per lì resto confusa, non capisco. E' per la Nina? Dove lo metto nel mio quattropiastrellelocale? Poi guardo Maya. Ha una faccia così: O_o. E allora capisco:

Non è il mio regalo. Ho aperto il regalo di qualcun'altro.

Gelo.

Consapevolezza improvvisa di essere l'unica in tutto il tavolo, probabilmente l'unica in tutta la sala, senza il suo regalo da scartare.

Sono tristissima, le noccioline fanno schifo e ordino un altro Negroni sciapo per affogare il dispiacere, ma gnente, sono troppo triste, la più triste di tutta la sala!! Ho quasi le lacrimucce che puntano. L'unica consolazione è rovinare la serata a tutte le altre Funny Girls passando le restanti due ore così:



PS Il regalo di Effe è arrivato il giorno dopo ed era anche figo, ma non vi dico cos'è. Ve lo farò vedere solo quando l'avrò riempito... Intanto, se volete, provate a indovinare!





giovedì 12 dicembre 2013

TUTTI I NO DEL NATALE #2

Evviva! Non vedevo l'ora di fare questo post e sfogare il mio lato oscuro e la mia ira funesta contro chi, a Natale, offende la nostra amabile sensibiltà regalandoci cose brutte.

Uomini, prestate orecchio! Se blogger ben più quotate di me vi hanno illuminato con proposte di regali SI' per far felici le vostre donzelle (leggere qui e ), le Funny Girls sono qui per evitarvi il fallimento totale che potrebbe portarvi un regalo del genere sbagliato.

Ecco per voi l'esclusivissima Gift Guide per non fare boiate nel giorno più bello dell'anno: impugnate penna e taccuino e prendete nota di quali sono i più GRANDI E MISERRIMI NO DEL NATALE 2013 (e di sempre) pt. two:
  • Cose utili: anni fa un'amica, dopo aver accennato al fidanzato di dover prenotare una pulizia dei denti, si vide recapitare sotto l'albero uno spazzolino elettrico. Uomini, qui sto per svelarvi un insondabile segreto: non tutto quello che una donna vi chiede merita di essere regalato. Se la vostra metà, in un raptus di follia post-pulizie della domenica vi urla addosso che non può più far senza un Folletto/asciugatrice/Rotowash non glielo dovete veramente regalare per Natale. La portate alla Grancasa per i saldi, eventualmente, ma a Natale vi buttate su una borsa. Mi sembra cristallino.
  • Intimo rosso. Ormai un paio di mutande da Capodanno ce l'abbiamo tutte, grazie. Evitate tutti i santi anni il repeat di perizoma immettibili con paillettes e codini di coniglio. Tanto a Capodanno ci ubriachiamo e non ve la diamo lo stesso. Metteteci una pietra sopra.
  • Le cose a tema natalizio: maglioni con le renne, pantofole a forma di Babbo Natale, cappelli verdi a punta, calzini con il Pandizenzero... NOH! Ma che ce ne facciamo, ragazzi miei, che all'epifania sono già desueti! Se non avete fantasia, vi dò un consiglio: buttatevi sulla tinta unita. Sarà banale, ma non rischiate di compromettere una relazione decennale.
  • Creme: voi non ne sapete niente e le commesse delle profumerie, si sa, sono delle gran bastarde. O forse sotto sotto si divertono e lo fanno apposta a rifilarvi creme per pelli mature, lozioni anti-caduta dei capelli e contorno-occhi al cortisone. Rinunciate. Buttatevi sul profumo, piuttosto.
  • I regali ispirati: state sereni, se abbiamo degli hobby, o abbiamo la vaghissima intenzione di iniziarne uno, ve lo diciamo. Ve lo comunichiamo tempestivamente. Ma di certo non ci verrà voglia di iniziare a sciare se ci regalate la tuta. Non vi cucineremo biscotti se ci regalate un mattarello. Non pianteremo patate grazie a un kit del giardinaggio. Non cercate di ispirarci con i vostri subdoli doni. Regalateci dei libri, perchè l'unico sport che faremo durante le vacanze di Natale sarà abbozzolarci nella coperta di pile e spiaggiarci sul divano in un ozio senza ritorno.
Detto questo, cari mariti, amici e fidanzati, armatevi di carta di credito e di santa pazienza... Chi sbaglia quest'anno non si merita neanche una fetta di pandoro con la crema al mascarpone!


giovedì 10 ottobre 2013

TUTTI I NO DEL COMPLEANNO

A parte che è il mio compleanno e piove. Ma poi sono le tre del pomeriggio e finora ho aperto un solo regalo, quello del Pelliccia (il mio non-peloso fidanzato, a dispetto del nome). Cioè, uno. Ma dove siete tutti?? Yuhuuu, sono qui, è il mio compleanno, piove e sono a casa da sola col gatto. Poi uno non dovrebbe deprimersi per il tempo che passa …

Comunque stasera il Pelliccia ed io siamo entrambi invitati a cena da Madre, pertanto spero di ingrassare un tantino il bottino prima di domani mattina. 

Nel frattempo, visto che non posso raccontarvi cosa ho ricevuto per regalo, vi dirò cosa spero tanto di non ricevere: 

  •  Cose in stampa tartan o comunque di ispirazione scozzese: è autunno da due giorni e già hanno rotto. Poi a me lo scozzese fa venire tanto in mente l’abominio dei miei anni al liceo in cui andava di moda il punk a tutti i costi. Ho paura.
  •  Cose pelose. Se non potete regalarmi almeno un lapin astenetevi. I pellicciotti di finto pelo di topo a nove euro e novanta me li regalo da sola duranti i saldi da Zara. 
  • Smalti. Ne ho un vagone. Ma dopo che ho scoperto che in Sarpi te lo mettono per soli 5 euro secondo voi mi faccio ancora lo sbatti a casa, da sola? Giammai. 
  • Bagnoschiuma, saponi e creme ai profumi improbabili, tipo cioccolato bianco o frutti rossi e vaniglia. Mi fanno venire fame, poi succede che esco dalla doccia e mi tuffo nella dispensa. Non fa bene. 
  • Intimo, a meno che già non sappiate che io non metto perizoma, non metto tanga, non metto pizzi, il ferretto del reggiseno mi da fastidio, bianco non mi piace, rosso non mi piace, non indosso canotte-babydoll-corpetti e altre diavolerie. Adesso che lo sapete, potete regalarmelo. 
  •  Ingressi a mostre. Dai, no. Teatro va bene. Cinema, concerti, va bene anche il Museo della Scienza e della Tecnica. Ma le esposizioni d’arte no, vi prego. Mi volete male. Che poi faccio confusione e non so più se sto guardando il Pintoretto o il Tinturicchio, per dirla con Elio, e faccio figure tremende. Io la cosa che preferisco delle mostre è il gift shop alla fine, perché hanno sempre le matite con il prisma colorato in fondo. 
  •  Abbonamenti a palestre. Il Pelliccia ci ha già provato una volta. Non voglio che si ripeta mai più. Sentitevi invece più che liberi di regalarmi percorsi spa, possibilmente per due, così ci trascino il Pelliccia e mi sganascio dal ridere quando lo costringono ad indossare il perizomino di carta per fare il massaggio (true story). 

Pare comunque che fare regali a me sia facile, alla fine mi piace quasi tutto! Perciò dateci dentro. 

Nell’attesa di scartare tutto il resto, io vi lascio con una carrellata fotografica del Pelliccio-regalo, che poi in realtà sono tre: 
  • Scarpe con tacco, perché il pover’uomo dice di essere stufo di vedermi in bikers e ballerine (e babbucce pelose a forma di Betty Boop, oserei aggiungere). Grazie a dio è stato abbastanza sensato da prendere tacchi che fossero tutto sommato portabili. Ce la farò? 


Non avete notato l'aspirapolvere sullo sfondo vero? Neanche la pallina della Nina? Vi siete concentrati sulle mie gambe in posa poser da blogger vera???
  • Io in realtà volevo un gatto rosso da abbinare alla gattina grigia che già ho (miao, Nina!). Questo era il regalo dei miei sogni. Un bel gattone rosso. Che non avrò, perché il Pelliccia millanta che tre in 40 mq sia un numero di individui più che sufficiente. Bah. Comunque è stato molto tenero perché a modo suo il gatto rosso me l’ha regalato. Anche se di primo acchito io ho colto per lo più l’anima suina dell’anello. O_o


  • La parte più BOMBA del regalo è l’ultima: il cd con le canzoni in voga nell’85, il mio anno di nascita. C’è anche Bonnie Tyler <3. Adorooooo!!!


Ora, se riesco a mettere le mani su qualche altro succulento gingillo offertomi in dono, magari vi aggiorno sull'intero bottino nel prossimo post.

Per ora posso solo darvi un piccolo anticipino sul regalo che voglio autofarmi: cioè ma la borsa con le cifre!! Parliamone!! Devo averla as-so-lu-tamente!! Ho solo qualche piccola indecisione sul colore ... Mi piace quel color canapa, ma se fosse blu? Se fosse verde oliva?? Cosa mi consigliate??
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