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domenica 8 febbraio 2015

LA GIANNI PRECORRE I TREND E SE NE BULLA

Una non fa in tempo ad essere di cattivo umore ed ecco che le cade l'occhio sull'Istagram della Ferragni:


Osservate.

Vi ricorda qualcosa? Niente? Ma niente-niente??? Avete bisogno che vi aiuti a focalizzare forse?


Ma cos'ha ai piedi la prima tra le mie muse? Colei che ispirò la venuta al mondo di questo blog di imbecillità rara, che tutti voi allieta ormai da un anno e/rotto con mirabile solerzia e gran sfoggio di ineclissabile buon gusto? Cosa saranno mai? Ohibo! Ma sono scarponcini da pioggia di impressionante bruttezza! Esempi mefitici degli abissi di basfemia a cui può portarci una giornata di maltempo! Perdonaci Anna, perché abbiamo peccato. Sono campioni di serre da balcone! Umidificatori da terrari ai piedi! Autoclavi muffite! Schiscette di funghi marcescenti e brutti!

E dove vedeste voi, angeli caduti dalla corta memoria, per la prima volta come fosse un'apparizione, codesti prodigi dell'igrometria?

Madonna, ma in tutto vi devo aiutare?


Direttamente dal mio Istagram dell'ottobre 2013 signori, con abbondante anno e quasi quattro mesi d'anticipo, abbinavo orgogliosa a pigiama e calzettoni color block un paio di allora incompresissimi fake Dr Martens in 100% PVC, gentile omaggio della Sgnappa alla sua molto modaiola sorella maggiore.

Guardate come non mi si cagava nessuno! Ma guardate quei tre miseri like! Ma quella manciata di commenti (di cui uno mio)! Ah ma io rido signori! Rido perché adesso c'è la Chiara che mi fa da spalla! Io, la regina delle wannabe, quella che più in ritardo di Trenord in una giornata di nebbia, quella che è lì ancora a chiedersi che fine abbiano fatto i bracciali Cruciani e quando proprio se la sente si mette ancora il Paradoxal, lei, lei può dire di avercela fatta! Lei quegli scarponcini ce li aveva! La Gianni precorre le mode! Ma che dico, è ridicolmente probabile che La Gianni detti le mode! La Gianni nuova influencer! La Gianni su Vogue! La Gianni da Vogue! Buona pensione Franca, goditela!
Il mondo della moda è in subbuglio e trema: cosa dovremo aspettarci nei prossimi mesi? Babbucce a rotelle? Ombrelli da testa impunemente sfoggiati? Fuseaux con la ghetta? Cosa?





mercoledì 4 febbraio 2015

FEBBRAIO: UNA NUOVA PROVA DELL'INCROLLABILE OTTIMISMO DELLA GIANNI

Febbraio è il mese della mestizia, perciò non vogliatemene se ho questo umore da goblin.

Passerei le mie giornate a leggere sul divano e a guardare il Geordie Shore su MTV. Dio mio sì, mi avete scoperta, guardo il Geordie Shore e anche The Valley, mi fanno sentire intellignente. Poi quando riesco guardo Amici, ma mai la puntata del sabato. A me la De Filippi fa solo venire voglia di alzare le mani, ma non lo dico su Twitter, per la mia incolumità. Comunque è tremendamente difficile, perché le mie affezioni durano nel tempo e non sono destinate a vanificarsi, e io ho ancora nel mio cuore Giacomo P., Denny di Milano e anche un po' quel bubu di Nick, e non mi ci riesco ad abituare a ste facce nuove. Ma chi è sta gente? Com'è che mi sembrano tutti facce da pirla? A parte Briga che fabbrutto dibbrutto e perciò mi piace, io sto con i tamarri, sempre. Come han fatto a prendere quella lì con quell'accento veneto che ha? Perché le ballerine hanno tutte la stessa faccia? O forse è un gioco di specchi? Perché han tutti dodici anni? Queste e altre domande mentre mangio philadelphia e nutella con le dita sul divano (le dita stanno nel philadelphia e nutella, ma a ben pensarci anche sul divano, e di solito le due azioni sono consequenziali).

E' che purtroppo a Febbraio tutto ha il sapore delle cose di cui non ce ne frega una beata fava, tipo chessò, il MotoGP, o i valori nutrizionali del burro d'arachidi. E' un mese inetto, in cui fa freddo ma non si aspetta il Natale, nevica ma non è romantico e soprattutto ha ventotto giorni, cosa che mi manda in pappa il cervello, perché io faccio i calcoli su trenta e poi è un attimo che ti ritrovi di nuovo a dover pagare l'affitto.

A Febbraio tutto lo shopping invernale che hai fatto (a luglio ndr) è diventato obsoleto e cominci a chiederti perché mai ti è sembrata una buona idea andartene in giro tutto l'inverno con quel paraorecchi peloso che ti fa sembrare un grizzly, con gli stivali che ti ingrossano la caviglia e specialmente con l'accappotto, trend ferocissimo del novembre 2014, a metà tra un cappotto e un accappatoio, per cui hai fatto follie e solo oggi ti sei resa conto che ti fa sembrare cubica e con un punto vita chilometrico.

A Febbraio si festeggia San Valentino, festa contro cui personalmente non avrei nulla da ridire, senonché riempie Facebook e i social di talebani dell'amore coatto che inveiscono contro la strumentalizzazione del sentimento e la commercializzazione dell'affetto e blablabla. Queste cose erano mainstream nel 2000, adesso avete rotto, andate a farvi una pizza con la fidanzata e allontanatevi dalle tastiere (con le mani ben in vista, possibilmente).

A Febbraio c'è anche Carnevale, festa che generalmente mi dà giuoia e gaudio, ma a cui riesco a dedicarmi sempre meno e con meno attenzione, principalmente per la ragione (torniamo al punto uno) che passerei le mie giornate a leggere sul divano e a guardare il Geordie Shore su MTV invece che a fabbricarmi costumi da pipistrello con vecchi ombrelli e fili di lana, come si faceva ai tempi d'oro dell'uni (beata gioventù).

Febbraio fomenta aspettative deludenti, perché è il preludio di Marzo, e nessun di noi ha ancora accettato il fatto che Marzo è un mese invernale e non ha nulla a che spartire con la primavera, perciò facciamola finita con sti sogni ad occhi aperti di uccellini cinguettanti e ciliegi in fiore, a Marzo piovepiovepiove e ti devi mettere il piumino e ancora gli stivali che ti fanno le caviglie grosse.

Per resistere a un mese così infausto, la soluzione più intelligente è il letargo. Poiché la nostra specie è così stupida da non voler considerare l'opzione, suggerisco il principio di minor resistenza che consiste nel passare le proprie giornate a leggere sul divano e a guardare il Geordie Shore su MTV. Bonus happiness se avete un gatto.


domenica 1 febbraio 2015

DI TROPPO FREDDO NON SI MUORE (forse)

Quando non hai voglia di shopping, significa che c'è un problema, perciò ti consiglio un po' di autoanalisi.

Io non ho voglia di shopping ragazzi, e sebbene sappia che molti di voi a questa affermazione stiano intonando l'halleluja (ciao mamma) ho abbastanza consapevolezza da capire che questo è il campanello d'allarme di un problema.

Ben poche volte nella mia vita non ho avuto voglia di fare shopping, e tutte quelle volte la causa è che mi sentivo depressa, ovvero grassa oppure povera.

Oppure avevo freddo.

Io credo che porcalaputtana faccia troppo un cazzo di freddo per vestirsi bene. E se devo uscire conciata come i giargiana e fatta su in diversi strati di ecopiuma (e non perché sia solidale con le oche, ma perché non c'ho li sordi per i sacchetti del pattume della Monclair) allora ci rinuncio.

Lavoro affacciata su Montenapoleone e passo le mie giornate a guardare la gente, pertanto sono pronta a giudicarvi tutti: faccio le vive congratulazione a tutte quelle che, sprezzanti del pericolo, si aggirano in gilet di panno e senza sciarpe, ma per il popolo del freddo ho una sola parola: dio mio se siamo brutte. Il freddo ci rende sgraziate come foche, ci altera i lineamenti e ci intorpidisce l'umore. D'inverno, l'eleganza è per le stoiche, per quelle a cui non gocciola il naso, per coloro che non soffrono di sciatica. Tutte le altre, noi, che disperatamente ci dobbiamo proteggere, lottiamo giorno dopo giorno per uscire di casa a testa alta (quel poco di testa che sporge da strati e strati di tessuto) senza perire congelate ogni qual volta non ci sia un falò, un phon o del vin brulè nei paraggi a salvarci da assideramento certo. Ma quali opzioni abbiamo, noi tapine, per non tramutarci in statue di sale appena varcata la porta di casa?

Opzione A. Il Piumino. Io ce l'ho, tu ce l'hai, tutti ce l'hanno. Perché affrontare i geloni di un gennaio a Milano senza piumino è da pazzi oppure da russe, più probabilmente da pazze russe. Epperò questo non vi salva dal fatto che il piumino sia uno, da cesse, due, da tamarre, tre, altro. Il piumino è uno sgraziato ammasso di imbottitura che ci fa sembrare, alternativamente, delle liceali con l'acne oppure delle vecchie. La verità è dura, ed è questa: per avere un piumino che sia figo e caldo, dovete essere pronte a SPENDERE. E non parlo delle poche centinaia di euro (molto poche) che siamo disposte a sganciare noi versando lacrime e sangue per sembrare delle Sporty Spice, intendo spendere pe' davero. Tipo Sportmax. Tipo Pucci. Ho detto davvero Pucci? Scherzavo.

Opzione B. La Pelliccia. E perché sia a prova di freddo ci vuole quella vera, non barate. Le pelliccie da fighe vere hanno cappucci, maniche a tre quarti e cinture. Poi ci sono quelle che avete ereditato da Madre, tipo la mia, che ci diamo un tono chiamando vintage, ma per la verità sono solo vecchie. La mia pelliccia di agnelletto (ciao, animalisti), di cui vado arrogantemente fiera e che mi piace tanto, ha esattamente la mia età. L'ho scovata nell'armadio che Madre non apre mai, inutilizzata e sola, custodita sotto un lenzuolo rosa a quadratini. L'ho messa su che la temperatura era ancora in doppia cifra, e dopo mezza mattinata di effluvi, ho desistito: la mia nuova vecchia pelliccia puzzava. Puzzava di chiuso, puzzava di triste abbandono e di inedia. Ho detto, la metto sul balcone a prendere un po' d'aria. Era fine ottobre. Ogni qualche giorno, la annusavo e questa puzzava. Beh, la lascio fuori ancora un po'. Mi sembra migliori. Forse tra qualche giorno... Però puzza. Devo portarla a lavare. Domani la porto. Domani la porto. Domani. Porto. La.
Settimana scorsa, davanti a una riottosa gerente cinese, tentavo di spiegare che la mia pelliccia è agnello, signora, no, non è visone, direi nemmeno ermellino, è proprio agnello, quello che si mangia con le patate. "Va beh, sclivo montone". Scrivi come ti pare, basta che me la rendi profumata. Sette giorni e sessanta euro più tardi, ho una pelliccia, signori. E non ho paura di usarla.

Opzione C. Il Cappotto. Il cappotto, croce e delizia. Ne ho comprato uno da &otherstories quest'anno: è nero, un po' cocoon, con la cintura in vita e mantellina. Adorabile. Androgino. Elegante. Freddo come la mano della morte. Ci provo, ogni volta che vedo un raggio di sole io ci provo. Evviva, c'è il sole! Farà caldo! Mettiamoci il cappotto! Quattro minuti dopo, principio di assideramento e buoni propositi: basta basta basta, io fino a marzo io non lo metto più.

Appendice A. I Guanti. Come faccia la gente a sopravvivere d'inverno con le estremità esposte, solo loro lo sanno e non me lo dicono. Io piuttosto esco senza mutande o senza il fondotinta, ma dannazione datemi i miei guanti. I guanti sono una di quelle cose come il giubbino di salvataggio, le maschere al cetriolo o le mappe dell'Iphone: ti salvano la vita, ma tutto diventa incredibilmente più difficile. Con i guanti io non riesco a frenare in bici, trovare le chiavi in borsa, leggere sul tram e, soprattutto, scorrere la pagina di Instagram. Lo so che siamo nel 2015 e hanno inventato i guanti touch screen, ma intanto hanno il brutto vizio di farli con le tre dita a contrasto, e poi funzionano solo per i primi due lavaggi.

Appendice B. Il Cappello. C'è solo un cappello, ed è il Borsalino, oppure una copia da poveri di quelle che compriamo da Zara. Ma come tutte le cose belle, durano poco, ovvero dall'inizio della scuola al weekend dei morti, poi ti cadono le orecchie e bisogna convertirsi alla buriola da muratore bergamasco. Sprezzante del ridicolo, io continuo a sferruzzare cappelli dai colori imbarazzanti e nelle giornate di mera disperazione da freddo, li indosso pure.

Ecco perché ho la depressione da shopping. Tutti i miei sforzi di sembrare carina vengono presto vanificati dagli strati di piuma e lana che devo ammontonarmi addosso. Mi guardo allo specchio la mattina, prima di uscire di casa, e vedo questo:


Datemi l'afa. Datemi le zanzare. Oppure un camino. Sigillatemi in casa, non voglio più uscire fino al disgelo.



martedì 30 dicembre 2014

SPOILER: PAOLO FOX DICE CHE IL 2015 SARA' UNA BOMBA

Si è fatto il 30 di dicembre, e come ogni anno, la depressione capodannesca è alle porte.
Come sappiamo bene tutti noi, che siamo rimasti psicologicamente fermi alla quarta elementare, l'inizio del nuovo anno non coincide mai con l'arrivo di gennaio, bensì con settembre, mese depressivo per eccellenza.

Epperò, chi è rimasto attento e vigile, si ricorderà che, un anno esatto fa, sul blog giannico sono stati formulati alcuni -attenzioneattenzione- buoni propositi, e mai vorrei lasciarvi col dubbio che siano stati disattesi. Ebbene no, contro ogni aspettativa (e lasciando correre il calcolo delle calorie, che sapevamo tutti essere una cazzata) La Gianni ha sia imparato a darci dentro con l'unicinetto (prove fotografiche qui) che a vestirsi in maniera più adeguata alla sua vetusta età. Due prove completate su tre, applausi.

Vorrei essere tanto ottimista e propositiva da stupirvi con nuovi buoni propositi idioti per l'anno del signore 2015, ma a sto giro sono pervasa da un tale spleen che ciao, Charles, ciao, e mi sento più in vena di bilanci, invece. Sarà colpa di Facebook e dei suoi filmatini riassuntivi. Massì, facciamoci sto bilancione dell'anno 2014, dai.

Cos'è successo nell'universo giannico dopo il famoso post sui buoni propositi di cui pregasi vedere link sopra?

Vi tranquillizzo subito dicendovi che anche quest'anno non ho trovato il senso della mia esistenza, non ho capito cosa voglio fare da grande e non ho maturato rosee prospettive sul mio futuro, da cui il famoso spleen.
In compenso però quest'anno ho: 

cominciato a correre. Lo metto al primo posto perché non ho ancora smesso di stupirmi della cosa. Non raggiungevo un traguardo così importante da quando mi consegnarono le scarpe con la punta al corso di danza, e avevo 8 anni, credo. Ho il sospetto che la mia tenacia, che non sta cedendo neanche alle brume invernali, abbia radici profonde nel fatto che lo shopping a tema sportivo sia quanto di più godibile nel magico mondo retail, ma tutto ciò merita un post a parte, temo.

tolto 4 denti del giudizio, e questo significherà una sola cosa nel 2015: apparecchio ai denti, non aggiungo altro.

ricevuto lo sfratto da via dei Matti numero zero. Pensavo di prenderla male ma invece ho la testa così piena di fantasticherie in cui io e il Pelliccia abbiamo budget milionari e possiamo permetterci appartamenti favolosi (con delle persiane! Con pavimenti dritti! Bagni piastrellati! Ascensori!) che per ora l'elevato tasso di euforia non mi sta facendo intristire pensando alla perdita di vicini favolosi e commercianti a cui ero affezionata. Come disse Rossella, ci penserò domani. Intanto, non vedo l'ora di traslocare.

ottenuto una macchina da cucire e rotto quattro aghi, ma anche realizzato ben due borse dal nome giapponese, un porta torte imbottito, un calendario dell'avvento, un coordinato da cucina con grembiule e guanto da forno a tema natalizio. Il prossimo passo è Burda, e poi nessuno mi fermerà.

conquistato l'America. Ciao amici che mi leggete dall'altra parte del globo, e che sembrate apprezzare particolarmente il mio post sull' #DueCuori, prima o poi imparerò a decifrare le statistiche di Blogger e capirò come sia stato possibile tutto ciò.

svelato il segreto per avere capelli magici e belli, se siete stolti e vi siete persi il post lo recuperate qua.

Soprattutto, scoperto che non è vero che non cambia mai niente. Le cose possono cambiare, nessuno è condannato. E se sono cambiate così, senza preavviso, quest'anno, potrà succedere ancora e ancora e ancora, finché anch'io troverò il mio posto in questo vasto vasto mondo.

Per il 2015 ho già in previsione un blog a quattro mani con la Scoppiatissima Jo, un trasloco, un apparecchio, la saga di Harry Potter che non ho mai letto e mi è venuta voglia adesso, un decluttering fisico e mentale di cui vi parlerò a breve, e poi un premio Nobel, conquistare 24 territori e l'egemonia mondiale, perciò sarò parecchio indaffarata. 

Intanto, mi accingo ad affrontare con il consueto grande entusiasmo i festeggiamenti della Silvester night, forte di due solide certezze: un primo giorno dell'anno di letto e tisane e un'invidiabile minigonna di piume rosa.

Buon anno a tutti Funny Followers!


mercoledì 26 novembre 2014

WISHLIST NATALIZIA: CI STO PRENDENDO LA MANO

Ma che problema ha la gente che odia il Natale? Quale traumi infantili ha avuto? Forse vi hanno picchiato con del pandoro, da piccoli, oppure i vostri genitori vi costringevano a mangiare i canditi?

Io a d o r o il Natale. E' un periodo di giuoia immensa nonché di shopping folle, però giustificato dalla generosità di fare munifici regali, arriva la tredicesima, lurex e paillettes sono sdoganati anche di giorno, il rosso e il verde sono tra i miei colori prefe, in tv passano film anni 80 e si mangiano un sacco di biscotti allo zenzero.

In sovrappiù, si ricevono doni. Chi mai potrebbe odiare un periodo così redditizio? Secondo me, gli stessi che odiano i gatti e i telefoni di peluche. Brutte persone.

Quest'anno il mio sarà un Natale particolarmente gaudente perché

  1. ho finalmente preso le distanze dalla nevrosi da shopping pre-natalizio altrui, e quindi finalmente potrò dedicarmi alla nevrosi da shopping pre-natalizio mia e di nessun altro, con tutto il valium che sarà necessario.
  2. Ho già idee per la gran parte dei regali che devo fare, e sì sa che, nel Natale, chi ha l'idea buona a Novembre è già a metà dell'opera.
  3. Sono di buon umore. Cosa non scontata.
Non da ultimo, ho già una wishlist bella carica che mi fa pregustare l'alto godimento di apertura dei pacchetti a trenta giorni da oggi. E insomma, ce l'ha insegnato bene il Campari che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere. E meno male che ci siete voi, signori del Campari, a tirar fuori dalla tundra noi caproni, perché senza di voi non avrei mai googlato, e i miei occhi sarebbero rimasti per sempre poveri della vista della leggiadra pettinatura del signor Lessing in persona, che voglio dire, adesso me lo spiego bene da dove gli venissero fuori certe perle. 

Dicevamo, wish list. Sono diventate irrinunciabili, a quanto pare. Madre ha cominciato a chiedermi la wishlist di Natale appena dopo il compleanno, ed era Ottobre. Sono dei drogati. Ecco cosa succede a viziare la gente, non possono più fare senza wishlist, e allora eccola tutta per voi, minuziosamente dettagliata e corredata da simpatiche foto esplicative. Non potete sbagliare. avete trenta giorni a partire da... tre due uno... ora!

PER CHI SE LA SENTE MOLTO:
Cioè, per tutti voi che mi amate e che ora vi sentirete in colpa se non aprite quel vostro portafoglio gonfio per sganciarmi i regali che voglio. So di avere, ben nascosti tra di voi, simpatici amici benefattori, gente il cui reddito annuo doppia il mio e prende i 20 € passando dal via, perciò forza! E' ora di uscire allo scoperto e fare della Gianni una Gianni felice (e ben vestita, che poi sono la stessa cosa).

Il portafoglio nuovo. Il mio risale a cinque, e ripeto cinque anni fa. Direi che posso ritenermi in pieno diritto di desiderare un sostituto, nonostante il mio adorabile portafoglio di Coccinelle color carta da zucchero abbia fatto e continui a fare con onore il suo sporco lavoro, e un po' mi dispiace abbandonarlo sul ciglio dell'autostrada come un cencio vecchio. Ma tant'è, portafoglio mio, la vita va avanti e tu, povera creatura sei al capolinea: considerata la media giornaliera con cui il mio portafoglio si apre e si richiude (e ve lo garantisco, è alta) direi che ti meriti la tua medaglia al valore e poi la pensione. Ma non ti dimenticherò presto, stai sicuro, e infatti il prossimo cucciolo da adottare nella mia borsa sarà a tua immagine e somiglianza: vorrei che fosse in saffiano, come te, perché è l'unico pellame che non si autodistrugge nelle mie mani, e con la clip, come te, ma con l'apertura a soffietto e la tasca centrale per le monete chiusa con la zip (state prendendo appunti, voi là fuori?).
Così, a puro titolo esplicati vi metto questa simpatica immagine pescata dal sito di Prada, ma se proprio siete braccino vi dico che di surrogati più poracci ne potete trovare da Michael Kors (ma non mi piace il logo, quindi sobrio, per favore), da Cromia oppure ripetetevi con un Coccinelle, che mi accontento. I colori che mi piacciono sono il grigio, il blu (non troppo classico però), l'arancio, il verde e il taupe. Non avvicinatevi nemmeno al cassetto dei rossi ed evitate il rosa, per favore, che non ho più tredici anni.

Sottilissimo suggerimento velato a chi non sapesse proprio come impiegare questi 440 € che gli avanzano in tasca.
Prada
La stivalata da russa. L'anno scorso, in uno dei raptus distruttivi che ogni tanto mi prendono al momento del cambio dell'armadio, ho buttato tutti gli stivali che avevo. Tutti. Erano vecchi perdio. Perciò ora mi ritrovo a dover affrontare l'inverno in mocassini ed ankle boots. Aiutate una povera ragazza che presto avrà freddo.
Per qualche tempo, avevo accarezzato l'idea di un paio di stivali cuissardes effetto calza, magari scamosciati, ma non sono abbastanza fashion blogger norvegese per quelli. Perciò sarei quasi per virare saggiamente su un modello più aderente alla mia attuale filosofia di stile, ovvero lo stile zia Peppina, sempre però mantenendo fede alla mia tendenza sovietica che mi fa preferire dettagli zarri e lunghezze over the knee. Eccovi pronti i due suggerimenti del mio cuore:

La versione flat perché qui c'è ggente che lavora e ha bisogno di stare comoda.
Stuart Weitzman, qualcosa intorno ai 500, ma non mi ricrdo perché io non faccio caso a sottigliezze volgari come il prezzo (soprattutto se me lo regalano).


Più peppinesca, ed infatti migliore, la varianzte con tacco 5 cm e guai di più di Kurt Geiger. Senza farvi prendere dall'entusiasmo con le altezze, mi raccomando, che mi viene la sciatica.

Le slipon da americana in gita. Un vecchio amore, ma io non dimentico. Manteco. Ve ne avevo già parlato qui e adesso so che siamo fatte per stare insieme. Mi piacciono rosse e leopardate, ma potreste anche stupimi con il bluette, il 37 mi sta benissimo.
Alle brutte, sappiate che Mauro Leone ne fa di simili in marrone tinta unita.
Kurt Geiger, ora che ti ho trovato non ci lasceremo mai più.

La piastra per capelli afro. Scoprire la GHD per me è stata LA svolta. Costa un patrimonio, ma nessuna piastra potrà mai reggere il confronto. Io feci l'investimento all'età di ventiquattro anni e, me l'avessero detto prima, ste stronze, mi sarei risparmiata anni di rodimento di stomaco. Purtuttavia, anche le cose belle e buone invecchiano. La mia piastra ha l'età del portafoglio, c'è da rinnovarla. Chi si sentisse particolarmente ispirato, mi raccomando che non sbagli modello: quella che voglio è la GHD V Gold Max Styler. Max, capito?, non quelle piastrine sottili da fighette. Se poi siete veramente pro, vi avviso che hanno introdotto da poco delle piastre stroboscopiche che si chiamano Eclypse e hanno un prezzo che veramente mi viene da ridere, le quali pare siano dotate di cose strane tipo "tecnologia tri-zone", "sensori intelligenti" e non so che altro. Un po' mi intimoriscono, ma promettono magie sui capelli difficili, perciò, accomodatevi.

Ve lo ripeto, che sia MAX, se no al massimo mi ci liscio i peli delle braccia.
GHD

PER CHI SE LA SENTE, MA UN PO' DI MENO:
Può essere che non mi amiate abbastanza, ma pazienza, è Natale e si perdona tutto. Potete comunque farmi contenta pescando a scelta tra questi oggetti del desiderio recondito.

L'orologio minimal. Mi hanno aperto il negozio nuovo della Swatch di fianco, e subito ecco che arriva l'epifania: non ho un orologio nero! La sensata obiezione sarebbe: certo, Gianni, forse perché non porti più un orologio da quando sei diventata troppo grande per il Flick Flock. Beh, la vostra sensatezza non mi impedirà di cambiare idea. Siamo esseri in continua evoluzione, e io mi sento pronta per l'orologio. Mi piacciono quelli di Swatch neri e semplici, con la cassa grande (41 cm, così non sbagliate), non quelli da femminuccia con la cassa tondina piccolina. Potete scegliere tra uno di questi due modelli o farvi consigliare, tanto mi piacciono tutti.

 

Swatch, tutti e due. Sbizzarritevi. Basta che sia nero. E grande.

Il costume in neoprene. Perché arrivo sempre con un ritardo comico. L'estate scorsa era il pezzo forte di tutte le mie blogger del cuore, e io all'Argelati col mio sangallo della collezione 2013 by Calzedonia. C'era bisogno di arrivare a dicembre per fare il salto di qualità. Meglio tardi che mai, dicevano, sperando di essere ancora in tempo per l'estate prossima. Intanto, lo voglio. Per andarci alle terme. Li si acquista solo sul sito che prontamente vi linko proprio qui. Per le taglie è facile, small e small, sopra e sotto e andate col liscio. I modelli che mi piacciono più di tutti son questi:

 

Non sbagliate colore, non sbagliate modello, e nessuno si farà male.

Il guanto to be a real rock star. Com'è che non ho mai avuto dei guantini in pelle nera fingerless? E' strano, perché fanno parte di quel genere di cose che dovrei avere, secondo me. Cioè, uno mi incontra per strada, mi guarda e pensa: "Questa sicuro ha un paio di guantini fingerless in pelle nera". E invece no, signori! Vogliamo rimediare o cosa? Allora, non ho fatto approfondite ricerche nei negozi della zona a riguardo, anche perché considerata la temperatura media probabilmente più che muffole e ritrovati artici dubito si stia esponendo altro, ma presto sarà la primavera e allora su, datevi da fare, trovate quello che fa per me sotto i montoni di montone, seguendo ovviamente le rigide istruzioni che vi fornisco in seguito ad una serie di pinnate folli sull'argomento.
                                      

               
Pinterest a secchiate, tutto a caso ma insomma mi piacciono così.








E adesso, visto che sono magnanima, vi dico anche che se siete indigenti, mentalmente pigri o altre brutte malattie a caso, un libro è sempre una buona idea, ma anche una tessera da Sephora non mi verrebbe male.

Buono shopping a tutti!

martedì 10 dicembre 2013

TUTTI I NO DEL NATALE #1

Ebbene, eccoci. Il Natale è alle porte, e si comincia con le brutture. Io non lo so com'è, ma siamo nel 2013 e ancora non è stato istituito ed ufficializzato un galateo per le festività. E dire che invece c'è un sentito bisogno di contenere questo entusiasmo festaiolo, ché la gente in questo periodo si lascia andare proprio e tira fuori ciò che di peggio ha covato in tutto un anno, per riversarlo sugli addobbi natalizi.
E allora diciamoli, questi GRANDI NO DEL NATALE pt.1,facciamo sentire la nostra voce contro la brutalizzione di rami di pino e lucine colorate, perchè, lo sappiamo, certe cose non si possono vedere veramente, ed in particolare:
  • i Babbi Natale che si arrampicano sui balconi. C'è stato il boom parecchi anni fa, e facevano pena già allora, questi poveri babbini con poca ovatta impiccati alle loro scale di feltro. Alcuni sono talmente grossi che se ci passo di fianco di notte mi prende un colpo. E in generale, non sono solo di una tristezza infinita, ormai sono anche demodè. Smettiamola.
  • le luci che non ci azzeccano. Capita di avere un cespuglio in giardino particolarmente grande, o un balcone un po' troppo lungo. Facciamocene una ragione, però: o decidiamo di lasciarli spogli e tristi come a Febbraio, o alternativamente ci facciamo lo sbatti di trovare un filo di luci tutte uguali sufficientemente lungo. Non si possono vedere queste ringhiere metà gialle e metà blu, e gli alberi che si illuminano un pezzo per volta sono imbarazzanti. Le luci che si accendono e si spengono a ritmo scompaginato poi, fanno venire la nausea. E' Natale, ragazzi, non siamo alle giostre, su.
  • le luci gettate a caso sui pini. Se non siete capaci, non fatelo, mettete una bella ghirlanda sulla porta e finita che sia. Se invece volete decorare il baobab secolare che avete in giardino, d'accordo, ma mettetevi d'impegno, per favore. State addobbando un albero, non giocando a baseball, non potete lanciare il filo di luci a caso e come viene viene. Perchè di solito viene di merda.
  • i giardini stile pista di atterraggio. Datevi una calmata. Ok che c'è l'entusiasmo, ok che lampade e palline scaldano l'atmosfera, ma non è necessario tappezzare casa e giardino di luci, primo perchè è pacchiano, secondo perchè siamo abbastanza vicini a Linate e rischiate di trovarvi un aereo parcheggiato in garage domani mattina.
Detto questo, non è che le Funny Girls sono qui a dispensare giudizi dispoticamente senza apportare alcun contributo alla difficile questione natalizia. Ecco i Funny consigli per degli addobbi di classe e che non vi facciano litigare coi vicini:


La Gianni dal suomicrocosmo abitativo propone un albero piccolissimo con un micropresepe in legno per chi, come lei, ogni giorno deve scegliere se aprire lo stendibiancheria o uscire dalla porta di casa.


A casa di Janet, piovono letteralmente decorazioni dal soffitto.


Effe punta sull'atmosfera romantica della luce soffusa delle candele.


Maya propone palline personalizzate ma, soprattutto, i boccoli.


E di certo non può mancare, nel Natale di Yangwawa, l'infit a tema!


lunedì 2 dicembre 2013

JANET: L'AMORE AI TEMPI DEL NATALE.

Ecco, abbiamo girato la pagina del calendario, Dicembre è partito, e io mi sento autorizzata a cominciare a postare roba sul ***Natale***!

(parte un jingle in sottofondo)

Personalmente, ho un raporto di amore&odio col Natale. Oggi, sarà che è dicembre da un giorno, sarà che siamo reduci dai primi fiocchi di neve, sarà che i suonatori di fisarmonica non ci hanno ancora fracassato le palle con Jingle Bells e la piva, oggi è PURO AMORE.
(Ma mi riservo di sproloquiare sui Grandi No natalizi tipo a metà del mese, quando sarò in overdose da luminarie e in piena febbre da regali, e odierò tutti e vorrò picchiare Babbo Natale e mangiarmi le renne in salmì).

Quali sono le cose che mi piacciono tanto in questo periodo prenatalizio? Il mega albero che comincia a sorgere in piazza del Duomo, i negozi che si riempiono di vetrofanie con i  fiocchi di neve, le wishlist sui blog e i mercatini di Natale.

I mercatini di Natale mi piacciono troppo. E' una di quelle cose che quando qualcuno mi dice: "Sai, questo weekend vado ai mercatini di X" io rispondo "Nuuuuuuu che bellooooo, voglio venire anch'ioooo", con voce da Titti e aria sognante. E in realtà non ci riesco ad andare quasi mai, perchè a Dicembre nel weekend qui si lavora, non si va ai mercatini a bere il sidro di mele. E vabbè.
E allora me li faccio raccontare da chi ci va. E faccio finta di sentire il profumo della cannella e di vedere le lucine rosse che luccicano sugli stand. (Momento commozione).

Quest'anno la stagione dei mercatini di Natale l'ha aperta la Janet, che si è fatta portare a Merano dal suo compagno, detto l'Uomo Volante, per un weekend di shopping natalizio&coccole alle terme (asciugatevi la bava che avete alla bocca, per favore, che non siete un bello spettacolo neanche da qui).

Merano a Dicembre sembra il Paese delle Meraviglie: tra gli edifici in stile liberty, spuntano come i funghetti i tettucci rossi degli stand dei mercatini, che si snodano sulla Passeggiata del Passirio. Janet, nel freddo pungente, passeggia mano nella mano con l'Uomo Volante, tra dolciumi di zenzero, addobbi in legno, candele profumate e giocattoli. Le luci dorate degli alberi di Natale si specchiano nel Passirio. La gente passeggia avvolta nelle sciarpe e nei cappelli di lana e nell'aria c'è il profumo del vin brulè e musica di campanelle.

La Passeggiata
Follia natalizia: compro tutto!!
Certo fa freddo... ma ci si scalda con il sidro di mele!
Il problema dei mercatini natalizi è che hanno un certo effetto collaterale sul nostro buon senso. Scatenano cioè una patologia non poi così rara, che si chiama Sindrome del Compro Tutto, ed è la stessa che si manifesta generalmente da Zara o nei negozi di caramelle. I sintomi di questa patologia sono una totale perdita di autocontrollo e un'intolleranza alle banconote, che devono essere presto smaltite in cambio di campanelline di vetro soffiato, pantofole in lana cotta e orsetti di peluche. Fortunatamente, il sesso maschile ha gli anticorpi per resistere a questo virus, pertanto l'Uomo Volante, allarmato dalla quantità di ninnoli che Janet stava allegramente collezionando, l'ha ingabbiata in un piumino di forza e trascinata in albergo per una merenda a base di Brezel e del sano relax.

L'hotel in stile liberty, che ha un po' del creepy ma fa tanto Principessa Sissi.

L'arma del ricatto.
...E dopo un po' di relax...
Dopo una pucciatina nelle acque termali, Janet è tornata in sè e ha ripreso coscienza del suo portafoglio (troppo tardi, temo, ahimè!).

Un bicchiere di vino a bordo vasca, il buio che scende fuori dalla finestra, Janet e l'Uomo Volante si godono il primo giorno di Dicembre insieme, chiacchierando. Certo questo mese sarà lungo e faticoso, ma cominciarlo con la persona che ami, davanti ad un albero tutto illuminato, è sicuramente l'auspicio per un Natale meraviglioso.


P.S. Per chi di voi avrà la fortuna di goderne, qui potete trovare la lista completa di tutti i mercatini di Natale possibili e immaginabili! Buono shopping!
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